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Enpaia: al via Forum 2022 su Economia e società, gli scenari di oggi e di domani nell’epoca dell’incertezza #adessonews


Enpaia: al via Forum 2022 su Economia e società, gli scenari di oggi e di domani nell'epoca dell'incertezza (Teleborsa) – “Economia e società. Gli scenari di oggi e di domani nell’epoca dell’incertezza” è questo il tema del Forum Enpaia 2022, che si è tenuto a Villa Aurelia a Roma, organizzato dalla Fondazione Enpaia, l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura, che conta tra i suoi iscritti oltre 9mila aziende che danno impiego nel settore agricolo, per un totale di oltre 42mila assicurati tra dirigenti, quadri e impiegati.

All’incontro aperto con il discorso di benvenuto di Giorgio Piazza, Presidente della Fondazione Enpaia, hanno preso parte diversi esponenti del panorama economico e sociale italiano per discutere sulle sfide che gli Enti di previdenza e gli operatori del settore agricolo dovranno affrontare nel prossimo futuro. Sono state tre le sessioni del dibattito: “Agricoltura tra crisi energetica e transizione ecologica”; “Economia della bellezza: il Made in Italy tra arte, cultura ed eno-gastronomia”; “Cambiamento demografico, economia e sistemi di welfare”.

Secondo Roberto Diacetti, Direttore Generale della Fondazione Enpaia, “dal Forum Enpaia 2022 è emerso chiaramente come il settore agricolo contribuisca allo sviluppo economico del nostro Paese. L’Italia con 36,4 miliardi di euro generati è il secondo Stato Ue per valore aggiunto del settore agricolo. La Fondazione Enpaia e in generale gli investitori istituzionali possono avere un ruolo fondamentale in una fase molto critica, caratterizzata dalla carenza di materie prime e da un aumento dei costi energetici, sostenendo il Made in Italy attraverso investimenti nell’economia reale e nelle infrastrutture”.

“Secondo i nostri studi – ha spiegato Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti – abbiamo circa 70mila aziende agricole in piena crisi, una azienda su dieci sta chiudendo. Inoltre, a contribuire alla crisi energetica anche la siccità che è costata 9 miliardi di euro alle famiglie, aumentando il divario economico. Una delle minacce più grandi per il sistema agricolo in questo momento è data dai cibi sintetici, si tratta di carne, formaggi, uova sintetiche. Il rischio è quello di entrare in una spirale folle con possibili ricadute anche sui coltivatori”.

“In un contesto già profondamente provato dalla pandemia – ha dichiarato Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura – nel quale si sono innestati un conflitto bellico alle porte d’Europa e uno stravolgimento climatico senza precedenti legato, anzitutto, alla siccità. Tali eventi hanno rivelato i punti di forza e di debolezza del sistema agricolo che, nonostante tutto, a livello sia europeo sia italiano si è dimostrato vitale e resiliente, pronto a intercettare i fattori di ripresa e farli propri. Ciononostante, la nuova Politica Agricola Comune non si adatta all’attuale contesto, rischiando di compromettere il potenziale produttivo delle aziende agricole. Queste sfide necessitano di un ripensamento strategico frutto di una visione sostenibile e competitiva che, grazie all’innovazione tecnologica e digitale, favorisca lo sviluppo dell’intero comparto, con l’obiettivo di produrre in maniera più efficiente preservando le risorse naturali, l’ambiente e i posti di lavoro”.

“L’agricoltura – ha detto Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI- vanta numeri record che ne fanno uno dei primi asset produttivi del Paese. L’agroalimentare è un driver eccezionale del ‘Made in Italy’, in grado di trainare ripresa e innovazione e dare sicurezza a cittadini e territori. Per far fronte a fenomeni come la siccità sono già in fase avanzata molti progetti esecutivi volti a invertire la tendenza negativa e a creare occupazione. Si tratta di realizzare dei bacini idrici in grado di convogliare acqua al fine di alimentare le falde e, al contempo, produrre energia. In tal senso, sono investimenti che lo Stato deve incoraggiare nell’interesse del Paese”.

“Prezzi dell’energia fuori controllo, carrello della spesa che si ‘alleggerisce’, costo dei mutui in rapido aumento, aziende che rallentano, o sospendono, la produzione e nuova crescita della cassa integrazione” ha spiegato Stefano Mantegazza, Segretario Generale Uila. “La Uila esprime forte preoccupazione per questo scenario che minaccia di allargare il divario tra ricchi e poveri nel nostro Paese. Al momento le proposte più efficaci ci sembrano: definire un limite al prezzo del gas e alla separazione dei prezzi delle diverse fonti di energia, ripensare in maniera più strutturale e di lungo periodo la politica energetica per il Paese e integrarla con la transizione ecologica in atto; un piano straordinario di copertura fotovoltaica di capannoni, edilizia pubblica, impianti industriali, scuole attraverso l’emanazione da parte del Ministero della Transizione energetica del decreto che fissi l’entità e le modalità di accesso agli incentivi; diffondere la scelta delle Comunità energetiche, sbloccando i decreti attuativi e emanando il Bando del PNRR per i Comuni sotto i 5000 abitanti. È inoltre necessario che l’agricoltura sostenibile non sia un ritorno al passato, ma una proiezione verso il futuro”.

Per Gaetano Mancini, Vice Presidente Confcooperative, “quello delle cooperative è un settore resiliente che in momenti di crisi dimostra di saper andare avanti. È necessaria, però, una strategia molto forte per tutelare un comparto che ha importanti ripercussioni sul piano della salvaguardia della biodiversità ed è fondamentale per la tenuta sociale del Paese. In tal senso, servono normative che consentano alle nostre realtà di diffondersi nei mercati esteri. Occorre, dunque, un’azione sistemica per consentire al settore di crescere e di preservare il ‘Made in Italy'”.

“Esiste una tipica multifunzionalità nel settore primario che consente di creare un indotto formidabile in qualità di leva del turismo enogastronomico, della promozione del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale, dell’economia della montagna e delle aree interne, degli oltre 8 mila km di costa che caratterizzano il Belpaese” ha dichiarato Onofrio Rota, Segretario Generale Fai-Cisl. “Per valorizzare questa multifunzionalità, la prima mossa da compiere passa attraverso il lavoro. Bisogna quindi dare pieno riconoscimento a quelle che dovremmo chiamare con orgoglio le nostre ‘tute verdi’: le lavoratrici e i lavoratori agricoli, gli operai forestali, gli addetti dei consorzi di bonifica, pescatori e allevatori, tutte categorie protagoniste quotidiane della sfida per la sostenibilità ambientale e il recupero dei territori in via di spopolamento”.

Per Cristiano Fini, Presidente Nazionale Cia-Agricoltori Italiani “l’unione tra emergenza energetica e conflitto russo-ucraino ha originato una crisi senza precedenti. Il potere di acquisto delle famiglie si è eroso pesantemente, le imprese a rischio chiusura sono aumentate e nelle aree rurali il processo di declino è divenuto inarrestabile. Il settore agricolo è particolarmente esposto per via dell’insostenibilità dei costi di produzione che ne ha azzerato i profitti. Urgente un piano strategico che ponga al centro la sostenibilità e lo sviluppo competitivo delle filiere. Un progetto che dovrà partire dalle misure per fronteggiare le emergenze e svilupparsi lungo un processo di recupero e rilancio delle aree interne con l’agricoltura protagonista. Il tutto, salvaguardando le tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale, ambientale”.

Giovanni Mininni, Segretario Generale Flai-Cgil ha dichiarato che: “Sicuramente sono stati due anni difficili per il Paese, ma dobbiamo riconoscere che con il Governo siamo riusciti ad approvare accordi, come il protocollo sulla sicurezza, che nel settore agroalimentare hanno tutelato l’occupazione e hanno garantito le forniture di cibo. Tuttavia, il problema della sicurezza sul lavoro resta prioritario, pertanto occorrono maggiori controlli e una formazione più adeguata ai lavoratori, in particolare, laddove si svolgono mansioni a rischio infortuni”.

Secondo Maurizio Martina, Vice Direttore Generale FAO “il sistema alimentare mondiale è dato dall’interconnessione di molte attività, dalla produzione fino al consumo di prodotti alimentari. Queste attività dipendono da altri mercati collaterali, come ad esempio il mercato dell’energia per la trasformazione e il trasporto e il mercato degli input agricoli, tra cui fertilizzanti e pesticidi. Negli ultimi anni l’aumento dei prezzi dell’energia e delle commodities alimentari ha avuto effetti devastanti sulla sicurezza alimentare dei Paesi più fragili, aumentando i numeri della malnutrizione e della fame. Inoltre, gli effetti della crisi climatica impattano sulle vite e sui mezzi di sussistenza di milioni di persone, soprattutto piccoli agricoltori e allevatori. Oggi circa un decimo della popolazione mondiale è sottoalimentato e circa tre miliardi di persone non hanno accesso a diete sane. Tutte le regioni del mondo stanno ripensando i propri sistemi agroalimentari e in tal senso la transizione ambientale richiede una trasformazione di carattere agricolo e alimentare, che dobbiamo attuare con una capacità di innovazione concreta, investendo sulla diversità, sulla specificità di ogni sistema agricolo e alimentare e analizzando i contesti territoriali”.

“Se vogliamo mantenere un sistema di welfare adeguato – ha dichiarato Maria Bianca Farina, Presidente Poste Italiane – servono risorse aggiuntive, considerato anche il fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione. In tal senso, bisogna ragionare su un sistema di affiancamento tra finanziamento pubblico e privato. Oggi la previdenza soffre di una carenza di risorse, pertanto occorre pensare seriamente a una previdenza integrativa e complementare”.

“Ogni sistema pensionistico – ha rilevato Mauro Marè, Presidente Mefop – è basato su una tipologia di mercato del lavoro. Se quest’ultimo cambia occorre riformare il sistema previdenziale. Oggi siamo in presenza di un conflitto generazionale, una tempesta nucleare all’orizzonte. I giovani si ribelleranno perché non hanno i soldi, non saranno in grado di pagare le prestazioni dei genitori. Discutere dell’età pensionabile è un falso problema. In questa prospettiva la previdenza complementare ha un vantaggio, quello di favorire un meccanismo di redistribuzione fra le diverse generazioni e incentivare gli investimenti volti a generare effetti positivi sulla crescita economica”.

Alberto Oliveti, Presidente Adepp, ha sottolineato l’importanza di “incoraggiare la crescita del Paese. È fondamentale accedere a quei giacimenti di ricchezza che in passato resero l’Italia la quinta potenza mondiale. In tal senso, il settore agroalimentare svolge una funzione strategica. Occorre, inoltre, rimettere in circuito la ricchezza privata. A tal fine serve una visione politica a lungo termine”.

Per Moreno Zani, Presidente di Tendercapital, “ogni Paese è di fatto un brand, che rappresenta il modo di vivere, la storia, le radici culturali. In tale contesto, la vocazione manifatturiera e artigianale dell’Italia è talmente apprezzata nel mondo da far considerare il ‘Made in Italy’ uno dei brand più importanti e riconosciuti a livello globale. L’Italia è però penalizzata dai dati relativi all’attrattività in termini economici, alla qualità dei servizi e alla facilità di fare impresa ed è caratterizzata da un tessuto produttivo ricco di piccole aziende a conduzione famigliare. In tal senso, il private equity, inteso non solo come un mero finanziatore ma come un partner di business, riveste un ruolo di primaria importanza a supporto dell’imprenditorialità domestica e del ‘Made in Italy'”.

“Con la legge Madia nel 2017 – ha dichiarato Michele Sirimarco, Capo di Stato Maggiore Comando Unità Forestali Carabinieri – è stata realizzata una grandissima operazione che ha incluso le unità Forestali all’interno dell’Arma dei Carabinieri. Non è stato facile, ma abbiamo creato una struttura a 360 gradi che si fonda su quattro pilastri quali la tutela dei parchi, dell’ambiente, della biodiversità e dell’agricoltura. Sono opportuni i controlli per far rispettare le norme vigenti, abbiamo la fortuna di operare con una rete capillare che agisce per la difesa dei territori e del patrimonio agroalimentare, che è fondamentale per lo sviluppo del Paese. Nell’ambito della formazione stiamo promuovendo anche programmi di educazione ambientale nelle scuole, per creare quella cultura nelle nuove generazioni che servirà per superare moltissime difficoltà attuali”.

Per Cinzia Tagliabue, Vice Presidente Assogestioni “viviamo una sorta di ‘paradosso’ per cui nel 2050 la popolazione globale sarà aumentata di oltre 2 miliardi di persone rispetto ad oggi. Al contrario le economie ‘mature’ stanno vivendo una continua decrescita della popolazione. L’Italia passerà dai 59,6 milioni di abitanti nel 2020 ai 58 milioni nel 2030, fino a 54,1 milioni nel 2050. Secondo le stime dell’Istat nello scenario peggiore significa perdere un terzo del PIL nel 2070. Da qui l’urgenza di presentare proposte concrete sul fronte della previdenza, anche in ragione del progressivo invecchiamento della popolazione. Nel corso degli ultimi anni Assogestioni ha presentato cinque proposte nella convinzione che alcune riforme mirate possano aumentare il benessere dei risparmiatori e contribuire alla maturazione del mercato dei capitali del Paese, sbloccando una maggiore capacità di investimento sui mercati privati, PMI e infrastrutture, e offrendo un sostegno sostanziale alla crescita economica”.

Secondo Barbara Poggiali, Presidente Fondo Italiano di Investimento SGR “operiamo dal 2010 per sostenere la competitività del sistema industriale italiano, contribuendo allo sviluppo dell’economia reale del Paese. Nel perseguire la nostra strategia miriamo a promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica integrando i fattori ESG nel nostro processo d’investimento, in un’ottica di creazione di valore di lungo termine per tutti gli stakeholder. In linea con la nostra mission, nel 2022 abbiamo lanciato il Fondo Italiano Agritech & Food, interamente dedicato all’agroalimentare italiano”.

Albiera Antinori, Amministratore Delegato Marchesi Antinori ha sottolineato che “oggi l’Italia conta 670mila ettari di vigneti con un fatturato di 13 miliardi, di questo 7 miliardi di export. Un settore importante, che oltre alla rilevanza economica porta con sé il vessillo dell’agroalimentare italiano e che sta diventando anche un caposaldo del turismo, con ricadute significative sul territorio. La sfida sarà quella di produrre sempre più vini di qualità, difendendo il valore e proteggendo l’eccellenza del ‘Made in Italy'”.

Tra gli altri, hanno preso parte all’evento: Cesare Manfroni, Presidente FeNDA/CIDA; Claudio Paitowsky, Presidente Confederdia; Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.

Il Forum Enpaia 2022 ha avuto il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del Ministero del Lavoro e della Regione.

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